Articolo 173 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). La politica industriale è di natura orizzontale e mira a garantire condizioni generali favorevoli per la competitività industriale. Essa è altresì ben integrata in un certo numero di altre politiche unionali, quali quelle in materia di scambi commerciali, mercato interno, ricerca e innovazione, occupazione, protezione dell'ambiente, difesa e salute pubblica. La politica industriale dell'UE mira in maniera specifica: (1) «ad accelerare l'adattamento dell'industria alle trasformazioni strutturali»; (2) «a promuovere un ambiente favorevole all'iniziativa e allo sviluppo delle imprese di tutta l'Unione, segnatamente delle piccole e medie imprese»; (3) «a promuovere un ambiente favorevole alla cooperazione tra imprese»; e 4) «a favorire un migliore sfruttamento del potenziale industriale delle politiche d'innovazione, di ricerca e di sviluppo tecnologico» (articolo 173 TFUE). A. Introduzione Gli strumenti della politica industriale dell'UE sono anche quelli della politica d'impresa e si prefiggono di creare condizioni generali che consentano agli imprenditori e alle aziende di prendere iniziative, di realizzare le proprie idee e di cogliere le opportunità. Tuttavia, la politica industriale dovrebbe tener conto delle esigenze e delle caratteristiche specifiche dei singoli settori. Le relazioni annuali sulla competitività europea esaminano i punti di forza e di debolezza dell'economia europea in generale, e della sua industria in particolare, e possono dare l'avvio a iniziative politiche settoriali o intersettoriali. B. Verso una politica industriale integrata Se, negli anni '80 e '90 le istituzioni dell'UE si sono concentrate prevalentemente sulla creazione di un mercato unico, la realizzazione dell'Unione economica e monetaria e l'allargamento dell'Unione hanno spostato l'attenzione verso la politica industriale. Nell'ottobre 2005 una comunicazione della Commissione dal titolo «Attuare il programma comunitario di Lisbona: un quadro politico per rafforzare l'industria manifatturiera dell'UE – verso un'impostazione più integrata della politica industriale» (COM(2005)0474) stabiliva il primissimo approccio integrato dell'UE alla politica industriale fondato su un programma di lavoro concreto, caratterizzato da iniziative settoriali e intersettoriali. La comunicazione della Commissione del 2008 sul piano d'azione «Produzione e consumo sostenibili» e «Politica industriale sostenibile» (COM(2008)0397) mirava a creare un pacchetto integrato di misure atte a promuovere consumi e produzione più sostenibili, rendendo al contempo più competitiva l'economia europea. In risposta a tali sfide insite nel garantire un approvvigionamento sostenibile di materie prime non energetiche per l'economia dell'UE, la Commissione ha avviato l'Iniziativa «Materie prime» (COM(2008)0699), volta a garantire condizioni eque nell'accesso alle risorse nei paesi terzi, migliori condizioni quadro per l'estrazione delle materie prime all'interno dell'UE e un consumo ridotto delle materie prime fondamentali, rafforzando l'efficacia delle risorse e promuovendo il riciclaggio. Nella comunicazione intitolata «Preparare il nostro futuro: elaborare una strategia comune per le tecnologie abilitanti fondamentali nell'UE» (COM(2009)0512), la Commissione affermava che l'UE avrebbe promosso l'applicazione delle tecnologie abilitanti fondamentali all'interno del suo quadro politico e suggeriva inoltre di istituire un gruppo di esperti ad alto livello incaricato di elaborare una strategia comune a lungo termine. C. Dalla strategia Europa 2020 alla nuova strategia industriale Nel 2010, la strategia di Lisbona è stata sostituita dalla strategia Europa 2020 («Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva» – (COM(2010)2020)). La nuova strategia ha presentato sette iniziative faro, di cui quattro sono particolarmente rilevanti se si vuole rendere più competitiva l'industria dell'UE: «L'Unione dell'innovazione» (COM(2010)0546), «Un'agenda digitale europea» (COM(2010)0245), «Una politica industriale integrata per l'era della globalizzazione» (COM(2010)0614) e «Nuove competenze per nuovi lavori» (COM(2008)0868). La comunicazione della Commissione dal titolo «Politica industriale: rafforzare la competitività» (COM(2011)0642), adottata nel 2011, chiedeva profonde riforme strutturali nonché politiche coerenti e coordinate tra gli Stati membri per migliorare la competitività economica e industriale dell'UE e favorire una crescita sostenibile a lungo termine. Nel 2012 la Commissione ha pubblicato una comunicazione dal titolo «Un'industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica – Aggiornamento della comunicazione sulla politica industriale» (COM(2012)0582) che mirava a sostenere gli investimenti a favore dell'innovazione focalizzandosi su sei settori prioritari dal grande potenziale (tecnologie di fabbricazione avanzate per la produzione pulita; tecnologie chiave; bioprodotti; politica industriale sostenibile, edilizia e materie prime, veicoli puliti e navi pulite e reti intelligenti). Nel 2014 la Commissione ha pubblicato la comunicazione dal titolo «Per una rinascita industriale europea» (COM(2014)0014), incentrata su tematiche quali l'inversione del declino industriale e il conseguimento dell'obiettivo di innalzare il contributo dell'industria manifatturiera al PIL, portandolo al 20% entro il 2020. Tale politica è stata integrata nel 2016 da una comunicazione intitolata «Digitalizzazione dell'industria europea – Cogliere appieno i vantaggi di un mercato unico digitale» (COM(2016)0180), che si concentrava sulla trasformazione digitale e affrontava le sfide correlate, quali i finanziamenti, la normazione delle TIC, i big data e le competenze. Inoltre, l'iniziativa Start-up e Scale-up (COM(2016)0733), lanciata nel 2016, si prefiggeva di offrire ai tanti imprenditori innovativi in Europa l'opportunità di creare imprese leader a livello mondiale. Settori quali le TIC, l'acciaio, il cemento, i tessili e i prodotti chimici sono stati inclusi nella vasta tabella di marcia di azioni chiave introdotta nel 2019 con la comunicazione della Commissione «Il Green Deal europeo» (COM(2019)0640), che mirava a mobilitare l'industria per un'economia pulita e circolare. Nella comunicazione del gennaio 2020 relativa al programma inaugurale di lavoro annuale (COM(2020)0037), la Commissione ha sottolineato che la posizione dell'UE quale leader digitale sarà rafforzata da una strategia europea in materia di dati e da un Libro bianco sull'intelligenza artificiale. Nel marzo 2020 la Commissione ha presentato la comunicazione «Una nuova strategia industriale per l'Europa» (COM(2020)0102) per aiutare l'industria europea a guidare la duplice transizione verso la neutralità climatica e la leadership digitale e per rafforzare la competitività e l'autonomia strategica dell'Europa. Tuttavia, il varo di questa strategia ha coinciso con l'inizio della pandemia di COVID-19 e ha avuto luogo prima dell'elaborazione del piano Next Generation EU. Per tale motivo gli autori della strategia non hanno potuto tenere conto dell'impatto della pandemia sulle industrie dell'UE. In risposta alle conseguenze della pandemia di COVID-19 sulle catene di approvvigionamento industriali e sulla competitività dell'UE, il Parlamento ha approvato il 17 aprile 2020 la risoluzione sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze[1]. Il 25 novembre 2020 i deputati al Parlamento europeo hanno invitato la Commissione a presentare una strategia industriale riveduta. La Commissione ha pertanto aggiornato la strategia industriale europea COM(2021)0350nel maggio 2021, concentrandosi sulla resilienza del mercato unico dell'UE, sulle dipendenze dell'UE in settori strategici chiave, sul sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e alle start-up e sull'accelerazione delle transizioni verde e digitale. Nel settembre 2020 la Commissione aveva già adottato un piano d'azione sulle materie prime critiche, che comprendeva uno studio prospettico sulle materie prime critiche per le tecnologie e i settori strategici per il 2030 e il 2050. Nel febbraio 2021 la Commissione ha presentato il piano d'azione sulle sinergie tra l'industria civile, della difesa e dello spazio (COM(2021)0070) per rafforzare ulteriormente il vantaggio tecnologico dell'Europa e sostenerne la base industriale. Mira a rafforzare l'innovazione europea mediante l'esplorazione del potenziale dirompente delle tecnologie all'interfaccia tra gli usi della difesa, dello spazio e civili, come il cloud, i processori, le attività informatiche, le tecnologie quantistiche e l'intelligenza artificiale. D. Programmi di sostegno dell'UE Un gran numero di politiche, programmi e iniziative, che coprono un'ampia gamma di settori, forniscono attualmente un contributo alla politica industriale dell'UE. Tra gli esempi di iniziative per le quali è prevista una dotazione di bilancio si annoverano: la politica di coesione, Orizzonte Europa, il meccanismo per collegare l'Europa e il programma dell'UE per la competitività delle imprese e le piccole e le medie imprese (COSME). Inoltre, il piano di investimenti per l'Europa e il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) miravano a mobilitare, entro il 2020, almeno 500 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati. Le PMI e l'innovazione rappresentano due priorità ricorrenti in tali programmi e iniziative. I cambiamenti introdotti dal trattato di Maastricht nel trattato CE comprendevano per la prima volta questioni di politica industriale, un risultato che può essere attribuito alle iniziative del Parlamento europeo, che ha contribuito a stimolare il processo di riorganizzazione del settore siderurgico e ha caldeggiato una politica industriale più dinamica. Da allora, il Parlamento ha approvato numerose risoluzioni che hanno ulteriormente rafforzato la politica industriale dell'UE. Alcune delle più recenti sono indicate di seguito: Base giuridica
Obiettivi
Risultati conseguiti
Ruolo del Parlamento europeo


